Stadio di Milano

Ora la Scala del calcio rischia seriamente di diventare un gigante demodé. Niente più adrenaliniche notti di Champions. Non esisteranno più le “Notti magiche”. Niente più “Luci a San Siro”.

San Siro, il Comune di Milano si oppone al referendum

Il Comune di Milano ha, infatti, ritenuto inammissibili le due proposte referendarie avanzate dall’apposito “Comitato Referendum X San Siro”. Con il primo quesito, di tipo propositivo, il Comitato promotore chiede che lo stadio Giuseppe Meazza venga mantenuto e salvaguardato nella sua funzione attuale, attraverso l’indizione di un concorso pubblico per la sua ristrutturazione e la riqualificazione della zona circostante. Il secondo quesito, questa volta abrogativo, chiede la “cancellazione” della delibera, adottata lo scorso novembre dalla Giunta comunale, con la quale è stato dichiarato l’interesse pubblico circa la costruzione di un nuovo impianto sportivo che possa ospitare le partite casalinghe di Inter e Milan.

Dunque, in buona sostanza, le proposte di referendum avanzate dal Comitato hanno un unico scopo: difendere e preservare San Siro e, con esso, la sua (quasi) centenaria memoria.

Proprio a fronte di queste richieste, gli uffici comunali di Palazzo Marino hanno detto “NO”. L’inammissibilità delle proposte referendarie sarebbe da imputare alla non fattibilità tecnica e contabile del progetto di mantenimento e ristrutturazione. Diversi sarebbero i motivi che hanno spinto i tecnici del Comune a rassegnare risposta negativa; uno su tutti sarebbe legato alla difficoltà logistica e temporale per lo svolgimento dei lavori. Infatti, spiegano i tecnici, salvaguardare il Meazza non è impresa impossibile ma ciò creerebbe “problemi di utilizzo nel corso dei lavori da parte delle due squadre”, senza contare che, comunque, “la capienza dello stadio si ridurrebbe in maniera molto significativa e non garantirebbe le stesse prestazioni di uno stadio di nuova generazione”.

Quando verrà presa la decisione finale

Tuttavia, la partita non è ancora chiusa. Ora, come previsto dall’art. 21 dello Statuto del Comune di Milano, la palla è passata al Collegio dei Garanti, il quale, entro il prossimo 3 agosto, è chiamato a esprimere un giudizio vincolante sulle richieste del Comitato, avente quindi un notevole speso specifico sulla “questione San Siro”.

Quello che si auspica è che il Collegio, deputato alla tutela dei diritti di partecipazione all’attività comunale da parte dei cittadini, possa riconoscere ai milanesi un ruolo fondamentale e attivo riguardo la decisione sulla sorte del loro stadio, simbolo ed emblema di un’intera città.